Non sarà un concerto per vecchi

Premessa: se abiti nel Triveneto e oggi suoni o ascolti musica rock e pop, lo devi anche a loro.

Quiz “dimmi chi?”: sono citati tra i più influenti gruppi rock e pop italiani; hanno scritto brani che oggi sono cover; sono stati innovatori e sperimentatori; si sono esibiti in tutta Italia ed in tutti i continenti; hanno venduto milioni di dischi con le etichette più prestigiose del mondo; sono passati in televisione nei canali nazionali enne volte…

ed ora immagina che sono di Mestre.

Qualcuno lamenterà: “ma sono vecchi!”. Forse è vero, ma ci sono da dire due cose; la prima: ascolta come suonano e guardali mentre lo fanno ed un dubbio ti verrà. E poi c’è la musica. Alzi la mano chi ascolta o suona con godimento Satisfaction o Imagine.  Quasi tutti, appunto.  Erano il 1965 ed il 1971, il rock era bambino ed i suoi standard sono ancora qui con noi. E’ quel che si dice “l’arte non invecchia”.

Allora anche i nostri c’erano. C’erano, ci sono ancora e non solo: stanno da dio. Suonano e cantano, da dio. Verificalo tu stesso, qui e qui.

Ti suggerisco un punto di osservazione che potrà sembrare antiquato, ma solo apparentemente: conta le note, segui la melodia; senti come reggono e chiediti se si sarebbe potuto far di meglio. Ed ora registra che i testi sono… in lingua italiana. Su quella musica lì. Ma potrebbero esserlo in inglese, perché la musica terrebbe botta ugualmente – per la verità, qualcosa fu riportato anche in inglese, da un signore che si chiama Peter Hammill, se sai di chi sto parlando.

Insomma: quelli lì hanno “fatto” la musica sul serio, quella grande, e sono ancora qui in giro.

Io andrò a vederli e ti spiego perché: perché è un dovere verso me stesso, per la passione che ho per la musica popolare e rock e sono consapevole che loro ne sono parte. Se provo certe emozioni lo devo anche a loro. Perché loro hanno acceso gli amps ed i desideri di emulazione e le scatolette delle idee. Hanno avviato le macchine.

Inoltre voglio vedere come diavolo facciano, dopo cinquant’anni, delle rock star di Mestre a prendere quelle note, a tenere quei giri, a trasmettere quelle emozioni in quel modo.

E’ già difficile accettare gli Stones che sono ancora quelli che sono. Ma quelli sono miliardari. Questi sono dei maestri che hanno pagato l’essere nati a Mestre e non a Londra o L.A. Sfiga per loro, ma non per me, che potrò andare a dire loro “bravi, grazie”.

Va bene: una volta ho stretto la mano a Michael Jackson, ma chi se ne frega? Io ascolto rock e pop e blues e jazz e Pagliuca, Tagliapietra e gli Uragani sono qui per me, a tiro di dieci strette di mano e di spritz e di (chissà un domani?) un clinic insieme.

Non sarà un concerto per vecchi. Sì, sì, ce ne saranno e faran fatica a saltare e ballare, ma un occhio attento e gentile scoprirà nei loro sguardi gli stessi propri. Anche tu un giorno sarai come loro e ti farà piacere vedere che le tue emozioni sono uguali a quelle di un ragazzo. Allora tu ricorderai colui che sei oggi e sarai grato a te stesso.

C’è una ragione in più, per persuaderti che l’occasione è speciale: l’evento è totalmente per beneficenza. Questo vuol dire che suoneranno gratuitamente, per destinare il ricavo della serata all’AIDO ed al restauro degli affreschi della Madonna della Salute di Mestre. Della relazione stretta fra musica rock e solidarietà scriveva Ubo qui. Azioni, buone, concrete.

Ascolta lo zio, qui: vieni.

 

Domenica 19 novembre, ore 21

Teatro Toniolo, Mestre

Buon Compleanno Mestre

 

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